Direttiva europea su prodotti in plastica monouso: il commento di Assobioplastiche - pro-mo.it

Direttiva europea su prodotti in plastica monouso: il commento di Assobioplastiche

Europarlamentari: Direttiva UE sulla plastica danneggia il Made in Italy
6 dicembre 2018

Ci fa in qualche modo piacere, commenta Marco Omboni, presidente Pro.mo, che anche Marco Versari presidente di Assobiolplastiche abbia commentato negativamente la decisione della Commissione Europea di mettere al bando piatti e posate di plastica. Come risulta dall’intervista pubblicata su Eco dalle Città,anche per Versari la logica che ha guidato la messa al bando di alcuni prodotti desta non poche perplessità.

Abbiamo chiesto a Marco Versari, presidente di Assobioplastiche, un commento sulla recente proposta di direttiva europea che punta a ridurre l’utilizzo della plastica monouso, mettendo al bando una serie di prodotti. Sulla scelta di quali manufatti bandire e quali esentare, c’è qualche perplessità. “Non comprendo – sottolinea Versari – la logica per cui alcuni prodotti sono stati messi nell’estensione del concetto di responsabilità condivisa e altri nel bando, o altri ancora nelle etichettature. Sono state messe al bando le stoviglie, ma le stesse non sono ai primi posti tra i manufatti che si trovano nelle spiagge. Al primo posto ci sono le bottiglie (che non rientrano nel divieto NdA). Allora perché le bottiglie stanno nella responsabilità estesa del produttore e le stoviglie sono state messe al bando?” si chiede il presidente di Assobioplastiche. “Non vuole essere una difesa d’ufficio delle stoviglie, né di un tipo né di un altro. Sorprende la ratio con cui è stata costruita la griglia su cui fondare i vari provvedimenti”.

Non mancano tuttavia gli elementi positivi all’interno della proposta. “Ci fa piacere vedere che nella parte sulla definizioni è stata inserita la definizione delle plastiche biodegradabile per sottolineare che ci sono diverse categorie di materiali plastici. Questo dal nostro punto di vista è estremamente importante, perché viene recepito il fatto che ci sono materiali e materiali” sottolinea il presidente di Assobioplastiche. “È stato inoltre tolto il riferimento alla biodegradazione marina, forse l’elemento più negativo dell’articolazione della direttiva. Si andava a porre la questione della biodegradazione non sui sistemi integrati ma sul fatto che il mare fosse una discarica. Un approccio che ovviamente non condividiamo. Ci siamo battuti per spiegare che la biodegradazione marina non è una soluzione ai problemi generati da cattivi modelli di gestione dei rifiuti” spiega Versari.

Tornando alle perplessità, il presidente di Assobioplastiche ribadisce il “fatto che non siano stati riconosciuti i sistemi virtuosi di raccolta differenziata che già esistono, sia in Italia che in altri Paesi europei. Sembra più una direttiva ‘pulisci le spiagge’ fatta senza verificare quali modelli a livello comunitario hanno dato buoni risultati”. Versari cita l’esempio degli acquisti verdi. “L’Italia ha i Green Public Procurement e i criteri ambientali minimi per la ristorazione collettiva che prevedono la gestione integrata dei rifiuti con il riciclo dell’organico. Sono cose che già esistono. Con questa direttiva si rischia di mettere in discussione cose che già funzionano. Vedremo cosa diranno gli altri Paesi nella fase di negoziazione e nella fase di recepimento”.

 

Da Eco dalle Città. Giuseppe Lasparra

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