Due proposte a favore di 3000 posti di lavoro - pro-mo.it

Due proposte a favore di 3000 posti di lavoro

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Recentemente una lettera indirizzata a uno dei maggiori quotidiani italiani riportava una posizione fuori dal coro, una piccola testimonianza che il pensiero razionale non è scomparso.

“Negli ultimi tempi si assiste nel mondo a una demonizzazione della plastica. Vero è che la plastica negli oceani è un problema enorme. Ma la colpa non è della plastica bensì di uomini ignoranti che non la smaltiscono in modo corretto. Altrettanto vero è che bruciare senza controllo rifiuti contenenti plastica è gesto delinquenziale, infatti di solito ci pensano le mafie. Però bruciare rifiuti in termovalorizzatori moderni e controllati è una risorsa perché si genera energia senza inquinare.

… …Le plastiche non sono il male assoluto ma una utilissima evoluzione tecnologia”.

Abbiamo già espresso in molte occasioni e molte sedi la nostra contrarietà alla direttiva della Commissione Europea di vietare l’uso di piatti e posate di plastica. Non risolve affatto il problema dell’inquinamento marino e le analisi scientifiche dimostrano che sono più sostenibili di altri prodotti ritenuti più green. Inoltre danneggia in modo particolare l’industria italiana, leader in Europa in questo settore, mettendo a rischio 3000 posti di lavoro.

Anche per arginare questo problema mettiamo in campo le nostre proposte a una “via italiana alla sostenibilità: la prima è un percorso mirato alla crescita delle percentuali di riciclo riferibili alle stoviglie di plastica (tutte riciclabili ma non ancora riciclate nei modi e nelle quantità auspicabili).

Le aziende italiane sono già pronte a utilizzare materia prima riciclata in elevata percentuale per realizzare i propri prodotti e sono già pronte a disegnarli e produrli in modo che siano anche riutilizzabili, per far si che il monouso sia un’opzione soprattutto emergenziale.

La seconda è un crescente utilizzo dei materiali alternativi, in prima battuta le bioplastiche possibilmente di produzione nazionale.

Questi materiali sono già utilizzati dalle nostre aziende che ne conoscono pregi e difetti; siamo pronti a investire collaborando con i produttori di bioplastiche per renderle sempre più sostenibili nell’applicazione ai prodotti monouso che, possono non piacere, ma restano in molti casi insostituibili.

Le aziende produttrici di stoviglie in plastica sono inoltre pronte a dare il proprio contributo alle iniziative di educazione ambientale per contrastare i comportamenti che causano la dispersione di rifiuti (plastici e non) nell’ambiente.

Confidiamo che le nostre proposte possano costruire un percorso sostenibile per risolvere efficacemente l’inquinamento da plastica senza mettere a rischio la sopravvivenza di un settore industriale che dà lavoro a 3000 persone.

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