Gruppo Pro.mo alla 91esima Adunata Nazionale degli Alpini: "Siamo dove serve" - pro-mo.it

Gruppo Pro.mo alla 91esima Adunata Nazionale degli Alpini: “Siamo dove serve”

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Oltre 600.000 persone fra Alpini, familiari e simpatizzanti si sono riuniti a Trento per la 91esima edizione Adunata Nazionale. Una vera e propria invasione di gioia, partecipazione e festeggiamenti, che tra l'11 e il 13 maggio hanno animato le strade di Trento. L'Adunata è stata anche l'occasione per ricordare i 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale.

Per il secondo anno consecutivo il Gruppo Pro-mo, Gruppo Produttori Stoviglie Monouso in Plastica, è tornato al fianco dell'Adunata Nazionale, assicurando la distribuzione di cibo e bevande attraverso stoviglie in plastica, "sempre pronte, proprio come gli Alpini". Anche di piatti e bicchieri, che hanno permesso la circolazione di alimenti e liquidi in totale igiene e sicurezza, non c'era traccia al termine della manifestazione.

Certo, qualche conseguenza c'è stata: non tutti i rifiuti sono finiti nell'apposito contenitore. Ma grazie all'azione di Dolomiti Ambiente, la città è tornata vivibile nel giro di una notte. "C'è un'organizzazione tale che permette di gestire qualsiasi tipo di rifiuto", spiega Marco Omboni, presidente del Gruppo Pro-mo.

La scelta di usare stoviglie monouso in plastica per l'Adunata Nazionale degli Alpini è coerente con la ricerca della massima sostenibilità possibile, ambientale e non solo. “Le difficoltà nel fare una raccolta differenziata in occasioni del genere valgono per la plastica come per tutti gli altri materiali. E se è certamente vero che in linea teorica piatti e bicchieri compostabili usati avrebbero potuto essere gettati con il rifiuto organico, va ricordato prima di tutto che questo prodotti avrebbero avuto un costo almeno doppio rispetto a quelli in plastica utilizzati”, aggiunge Omboni.

A beneficio dei molti che lo ignorano, e vedono l’uso di prodotti compostabili come una facile e giusta alternativa, va detto che attualmente in Trentino Alto-Adige gli impianti di compostaggio funzionano tutti con processo anaerobico per il recupero del metano impiegano 50 giorni (poco più della metà del periodo stabilito dalla norma per la compostabilità dei materiali, pari a 90 giorni) per la biodegradazione.

Poiché dopo 50 giorni le stoviglie in bioplastica non sono ancora compostate, vanno trattate come frazione estranea ed eliminate dal processo. Il crescere della diffusione di impianti di questo tipo, con processo anaerobico e recupero energetico, limita e limiterà l'avvio degli imballaggi rigidi e delle stoviglie in bioplastica, per come sono oggi realizzate, a compostaggio.

Al termine di una manifestazione popolare ricca di gioia e partecipazione, l'annunciata invasione di plastica non c'è stata. L'unica invasione di cui si ha notizia è quella degli Alpini e della gente che ammira il loro operato e la loro dedizione, e che ha voluto render loro omaggio durante una giornata di condivisione.

In tutto ciò la plastica ha svolto il suo ruolo di servizio: sta al nostro comportamento usarla correttamente, non sprecarla e non disperderla, per trasformarla da “minaccia” a risorsa dell'economia circolare.

 

 

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