Il Jova Beach Party non è plastic free e fa bene! L’inquinamento si contrasta coi comportamenti, non coi proclami - pro-mo.it

Il Jova Beach Party non è plastic free e fa bene! L’inquinamento si contrasta coi comportamenti, non coi proclami

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Il concertone di Jovanotti, il più grande evento della storia della musica italiana, 100.000 spettatori su una spiaggia dalle 15:30 a notte fonda: poteva essere una catastrofe ambientale o una vetrina per i più vacui proclami pseudo-ambientalisti e invece Jovanotti ha “pensato positivo”.

Dissetare e sfamare 100.000 persone in una situazione del genere porta alla produzione di una grossa mole di rifiuti e richiede di conseguenza un’organizzazione logistica davvero poderosa.

Noi c’eravamo, abbiamo valutato l’evento soprattutto sotto questo aspetto, e possiamo dire che, per quanto tutto possa essere migliorato, lo sforzo è stato massimo; non possiamo che essere d’accordo con Jovanotti che il 7 luglio scorsa aveva dichiarato al Corriere della Sera: “plastic-free non esiste, è solo un hashtag, non è possibile vivere senza la plastica, ma si può fare attenzione al riciclo e alla non dispersione”.

Il cantante ha avuto anche il grande merito, in questo Jova Beach Party organizzato in collaborazione col WWF, di richiamare costantemente dal palco l’attenzione del pubblico sullo smaltimento dei rifiuti, sottolineando come con l’impegno di tutti potremmo davvero far del bene al pianeta (passando dai vuoti proclami plastic-free ad un vero e proprio …free-plastic, aggiungiamo noi).

“I nostri prodotti sono spesso sotto attacco – spiega Marco Omboni, Presidente di PRO-MO, il gruppo che in Confindustria riunisce i produttori di stoviglie monouso – eppure, se correttamente gestiti, sono perfettamente coerenti con la logica ambientale dell’economia circolare, oltre ad avere tutti i pregi che ne fanno uno strumento insostituibile in situazioni come i grandi eventi, la grande ristorazione collettiva o quella di emergenza”.

Ci raccontano che dobbiamo essere plastic-free, e invece eventi come il Jova Beach Party ci insegnano che:

  • La plastica in spiaggia e al mare non ci arriva da sola: o la si getta dove si deve o la si abbandona. In entrambi i casi il fattore chiave non è il materiale, ma il comportamento umano.
  • Le promesse “bio” stampate in caratteri cubitali su un bicchiere fanno pensare a qualcuno che questo si dissolverà nel nulla una volta abbandonato in spiaggia: niente di meno vero! Le bioplastiche sono una risorsa nel momento in cui vengono avviate al corretto compostaggio!
  • I nostri consumi devono cambiare, certamente, ma il cambiamento vero si raggiunge evitando lo spreco, non “punendo” il prodotto, proibendolo, per risparmiare la fatica di colpire il cattivo comportamento.
  • È possibile progettare come si deve un evento anche in termini di imballaggi usati e di gestione dei relativi rifiuti, lavorando anche sulla riduzione del tipo di materiali, prodotti utilizzati, eccetera…

Insomma, il pianeta che abitiamo è “il più grande spettacolo dopo il big bang”, prendiamocene cura con la testa, con la responsabilità, con la tecnologia e coi comportamenti e non con gli inutili slogan.

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