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La Lombardia punta all’economia circolare

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Non è una sorpresa che la Lombardia sia ai primi posti in Italia e in Europa nel riciclo della plastica. Tutti i Comuni della regione praticano la raccolta differenziata della plastica il cui recupero è nell’ordine del 90% – il recupero pro capite in dieci anni è passato da 1,8 kg a 18 kg – con un tasso di riciclo di oltre il 50%, ben superiore alla media europea.

La Lombardia conta aziende all’avanguardia nel riciclo delle plastiche in termini di processi e tecnologie e l’assessore all’Ambiente e al Clima della Regione Raffaele Cattaneo prevede la convocazione di un tavolo di lavoro che coinvolga imprenditori, centri di ricerca per lanciare un grande progetto integrato sul recupero delle plastiche. “La Lombardia – sostiene Cattaneo – è stata un’eccellenza durante la Rivoluzione industriale, ora dobbiamo esserlo anche nella nuova rivoluzione dell’economia circolare e dello sviluppo sostenibile”.

Per favorire la sostenibilità e l’economia circolare è stato firmato proprio in questi giorni un protocollo d’intesa con l’ENI che mira ad elaborare iniziative congiunte per promuovere una politica industriale di tipo circolare e a basse emissioni di carbonio, come risposta economica, sociale e culturale allo spreco di risorse che determina diseguaglianze, impatti ambientali e inefficienze nel territorio.

“Tra gli ambiti di collaborazione – ha commentato Cattaneo – saremo impegnati nello studio di soluzioni concrete sui temi prioritari dell’economia circolare: il riuso di materiali, la valorizzazione dei fanghi e delle plastiche, la gestione sostenibile dell’acquae la valorizzazione delle biomasse”.

Commenta Marco Omboni Presidente Pro.mo “La posizione e le azioni della Regione Lombardia rispetto all’economia circolare e alle plastiche sono molto apprezzabili per visione e concretezza, soprattutto se confrontate con gli atteggiamenti “plasticfree” (e certe misure da parte di amministratori locali!) oggi molto in voga: azioni quasi mai di reale impatto sul problema della dispersione dei rifiuti, in molti casi puramente simboliche, di certo sempre dannose verso un intero comparto industriale e i suoi 3.000 dipendenti diretti ”.

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