Chi siamo


Pro.mo, gruppo produttori stoviglie monouso in plastica, si è costituito nel 2007 all’interno di Unionplast, l’associazione settoriale che raggruppa i trasformatori italiani di plastica che a sua volta è parte di Federazione Gomma Plastica di Confindustria.
A Pro.mo aderiscono i principali produttori italiani di piatti, bicchieri, posate e accessori per la tavola realizzati con diversi materiali plastici idonei al contatto con alimenti e destinati a un utilizzo singolo in situazioni sia di natura domestica e privata, sia collettiva e pubblica.

Obiettivi principali di Pro.mo sono la salvaguardia dell’immagine del comparto e l’approfondimento e la divulgazione di temi economici, sociali e ambientali, legati alla categoria di prodotto. Il gruppo è impegnato nella promozione e nel sostegno di studi scientifici sulle stoviglie monouso in plastica, sulle loro modalità di utilizzo e sul loro fine vita secondo il semplice principio “non sprecare, non dispendere”.

Da parte dell’associazione vi è un costante impegno contro il littering e a favore delle attività educative. Le aziende associate a Pro.mo sono inoltre impegnate nell’innalzamento continuo dei propri standard di produzione e di controllo della qualità per rispondere alle nuove sfide dell’ecodesign permettere un riciclo di qualità.

Pro.mo rappresenta oltre il 70% della produzione italiana di stoviglie in plastica (l’Italia è uno dei maggiori produttori internazionali il cui export (circa un terzo della produzione) contribuisce all’attivo della bilancia commerciale. Attorno ai produttori di stoviglie monouso in plastica e a quelli di imballaggi rigidi per alimenti (due settori congiunti e in parte sovrapposti) esiste una filiera integrata: produzione di macchine, stampi e accessori per la lavorazione della plastica, produzione di materie prime e semilavorati speciali, produzione di macchine per il riciclo…; una filiera che costituisce un’eccellenza nazionale e che fa del sistema “Plastica-gomma-macchine-stampi” un comparto che contribuisce al saldo della bilancia commerciale italiana per oltre 5 miliardi di euro.

La nostra Visione


Non esistono stoviglie buone e stoviglie cattive.
L’idea che l’impatto ambientale delle stoviglie monouso in plastica sia superiore a quello delle monouso compostabili è un luogo comune consolidato ma non suffragato da studi specifici e completi. Anzi, lo studio di Life Cycle Assessment (LCA) eseguito in conformità alle norme ISO 14044 e 14040, e sottoposto a critical-review da SGS Italia spa ha prodotto risultati sorprendenti: l’impatto ambientale del ciclo di vita delle stoviglie monouso in plastica, polipropilene (PP) e polistirene (PS), è mediamente inferiore a quello delle compostabili in acido polilattico (PLA) e polpa di cellulosa. Ne consegue che oggi manca un fondamentale presupposto scientifico, legato all’analisi dell’impatto ambientale complessivo, per colpevolizzare o addirittura bandire le stoviglie in plastica che rappresentano un’opzione sostenibile al pari, e in molti casi migliore, di altre soluzioni.

Il littering è soprattutto colpa della cattiva educazione.
Come tutti, anche noi di Pro-mo non vorremmo vedere la plastica nei fiumi, nelle strade, nei mari. Tuttavia va ricordato che questo materiale non arriva lì da solo, ma si trova in quei luoghi per un cattivo comportamento e perché non è stato gestito in modo corretto. Per noi, ogni bicchiere di plastica disperso in un prato o gettato in mare è un bicchiere di troppo venduto, e fonte di cattiva pubblicità. Come ormai tutto il mondo della plastica sosteniamo le azioni necessarie per migliorare educazione e comportamenti. Va però anche ricordato che l’inquinamento marino è in larga misura provocato da Paesi extra UE e che quindi una soluzione radicale ha una dimensione planetaria.



Il riciclo della plastica: motore dell’economia circolare.
Il pacchetto per l’economia circolare deliberato dall’Europarlamento pone l’obiettivo di raggiungere, entro il 2025, un quantitativo di imballaggi in plastica avviata al riciclo pari al 55%. L’Italia è un paese virtuoso, da questo punto di vista, con una quota di imballaggi in plastica riciclati del 43% e un tasso di circolarità dell’economia (rapporto percentuale fra materie prime secondarie e il totale del consumo interno di un Paese) del 18,7% a fronte di una media europea dell'11,4%. Pro.mo è convinta che riciclo ed economia circolare siano la strategia più opportuna per salvaguardare l’ambiente ed è pronta a collaborare per migliorare i sistemi di raccolta delle stoviglie in plastica.

Ci sono situazioni in cui le stoviglie monouso in plastica sono insostituibili.
La sostenibilità ambientale è una priorità irrinunciabile che tuttavia deve essere inquadrata in un più ampio concetto di sostenibilità globale. La scelta fra stoviglie tradizionali riutilizzabili, stoviglie monouso compostabili e monouso in plastica, almeno nell’ambito della ristorazione collettiva e nel fuori casa, è in funzione di numerose variabili: accessibilità al lavaggio, funzionalità, sicurezza, igiene e non ultimo il costo che fanno spesso pendere l’ago della bilancia verso le stoviglie monouso in plastica. Ci sono circostanze infatti in cui le stoviglie in plastica non sono seconde a nessuno: negli eventi, nella ristorazione collettiva, nel catering, nelle emergenze, nello street food.


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