Missione riciclo compiuta per l'Adunata degli Alpini - pro-mo.it

Missione riciclo compiuta per l’Adunata degli Alpini

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Mentre la Comunità Europea decide di proporre un divieto alla commercializzazione e all'utilizzo delle stoviglie in plastica monouso, la corretta gestione di una grande manifestazione popolare dimostra come il fine vita di questi oggetti possa essere allineato all’esigenza di creare un’economia circolare, senza dispersione dei rifiuti.

Durante la 91esima edizione dell'Adunata Nazionale degli Alpini di Trento, piatti, bicchieri e posate in plastica hanno contribuito alla buona riuscita dell'evento: apparentemente banali ma sempre pronte quando serve, le stoviglie monouso in plastica hanno garantito igiene e sicurezza durante un evento di massa, permettendo di mangiare e bere senza rischi.

Certamente la presenza di oltre 600.000 persone di tutte le età, provenienti anche da tante nazioni estere, si è fatta sentire su di una città di poco più di 100.000 abitanti.
Grazie però all’impegno del comitato organizzatore dell’Associazione Nazionale Alpini e dei suoi volontari, e alla gestione della raccolta dei rifiuti da parte della municipalizzata locale, Dolomiti Ambiente, dopo 24 ore la città era già tornata pulita e ordinata come sempre.

Secondo i dati diffusi da Dolomiti Ambiente e Corepla, durante l’Adunata degli Alpini la percentuale globale di raccolta differenziata è stata di oltre il 76%. Nel totale dei rifiuti differenziati, gli imballaggi plastici di diversa tipologia raccolti, fra cui le stoviglie, sono stati circa 70 tonnellate, di cui oltre il 60% andato a riciclo. Da qui inizia la seconda vita della plastica.

Infatti, dai polimeri rintracciati nei rifiuti raccolti durante l'Adunata, è derivata la produzione di materia prima seconda (PET, HD-PE, PP…) e di una frazione mista, pari a circa 5 tonnellate: quest’ultima frazione viene solitamente utilizzata, o meglio RI-utilizzata, per produrre elementi di arredo urbano, come il parco giochi che verrà donato alla città di Trento da CoRePla e Pro.Mo.

«Vedere da un lato tutta l’industria europea della trasformazione della plastica imboccare la strada della responsabilità verso i problemi ambientali (creati più che dai prodotti in plastica dal loro cattivo uso), e dall’altro la Commissione Europea proporre una direttiva punitiva e in molti passaggi oggettivamente discutibile, è quasi avvilente – dice Marco Omboni, presidente di Pro.Mo, Gruppo Produttori Stoviglie Monouso in Plastica –. Ciononostante, Pro.Mo continuerà a veicolare una corretta informazione per il miglior uso possibile, senza sprechi e dispersione, dei nostri prodotti».

«Continueremo a sostenere azioni di raccolta e riciclo come questa, bellissima, di Trento – puntualizza Omboni – e continueremo a opporci in tutte le sedi possibili a divieti che non considerano la sostenibilità globale (ambientale, funzionale, economica, di sicurezza, delle stoviglie monouso in plastica, divieti forse non a caso indirizzati su prodotti che sono solo una piccola percentuale del totale dell’imballaggio plastico, ma rappresentativi di un comparto italiano leader in Europa.”

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