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Plastica biodegradabile non significa plastica compostabile

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Secondo gli scienziati dell’University College di Londra gli imballaggi in plastica etichettati come “biodegradabili” non sono automaticamente “compostabili”, dal momento che la maggior parte di essi non si decompone naturalmente e finisce con l’inquinare l’ambiente. Gli esperti dell’University College di Londra (UCL) hanno mosso critiche alle società che vendono prodotti come pannolini, buste, o posate definiti “ecologici” senza fare presente ai consumatori che per decomporli servono macchinari industriali.

Il team di ricerca ha dichiarato che il Regno Unito ha troppo pochi impianti (circa 170) in grado di riciclare i rifiuti e ciò significa che la maggior parte finisce nelle discariche. I consumatori, inoltre, smaltiscono erroneamente i rifiuti in plastica “biodegradabile” insieme al compost, ma questo tipo di plastica non si decompone più rapidamente rispetto alla plastica normale! I commenti seguono un recente studio condotto dall’Università di Plymouth dove si è dimostrato che le buste in plastica biodegradabile erano ancora utilizzabili dopo essere state sepolte sottoterra per tre anni, vista la decomposizione minima cui erano andate incontro.

I compostatori industriali necessitano di un’elevata temperatura di circa 60°C. Inoltre, devono permettere la presenza di un tasso sufficiente di umidità per sostenere i microrganismi che decompongono i prodotti biodegradabili. Il professor Mark Miodownik, un esperto di materiali dell’UCL, ha dichiarato: “Il pubblico ha bisogno di sapere che quando una cosa viene definita biodegradabile, non verrà degradata non appena gettata e potrebbe anche non fare bene all’ambiente. Questi prodotti potrebbero non degradarsi per anni nemmeno nel compost domestico, perché le condizioni non sono adeguate”. La maggior parte delle persone le getta nel cestino, dove non si distinguono dalla plastica tradizionale, perciò non essendo separate dal resto finiscono con l’essere bruciate in discarica. Oppure le gettano nell’umido, una scelta persino peggiore, dal momento che non viene trattato nello stesso modo e si potrebbe contaminare il processo. Al momento, la maggior parte dei prodotti biodegradabili finisce in discarica, dove non si biodegraderà”.

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