Plastica e sostenibilità: l’ambiente si tutela se cittadini, istituzioni locali e nazionali e industria fanno la loro parte - pro-mo.it

Plastica e sostenibilità: l’ambiente si tutela se cittadini, istituzioni locali e nazionali e industria fanno la loro parte

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La prima conferenza nazionale sul futuro sostenibile delle plastiche ha visto la partecipazione di un parterre di relatori, politici, ambientalisti, imprenditori, manager e tecnici di tutto rispetto che hanno dibattuto sul ruolo della plastica e soprattutto sul futuro sostenibile che si può assicurare.

Con una certa sorpresa non si è sentito nessun relatore criminalizzare la plastica. Se da parte ambientalista si ritiene che la campagna contro il marine litter – sfociata nell’approvazione della Direttiva europea che ha messo al bando una serie di prodotti di plastica monouso – abbia in qualche misura contribuito a diffondere una maggiore consapevolezza sulla necessità di adottare comportamenti rispettosi dell’ambiente, tutti i relatori hanno riconosciuto l’importanza dell’industria italiana e hanno messo in guardia dal mettere la plastica sul banco degli imputati senza preoccuparsi degli effetti che può avere sull’occupazione.

Lo ha sottolineato Alessandro Bratti, direttore generale dell’Ispra e vice presidente dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, che ha sostenuto che “l’industria della plastica va accompagnata con intelligenza evitando strappi” come avvenuto nel caso del bando di alcuni prodotti monouso, anche alla luce del fatto che le bioplastiche, alternative alla plastica, rappresentano un materiale complementare e le tecniche di compostaggio devono ancora essere perfezionate.

Lo ha ribadito Dario Galli, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, che ha messo in guardia dagli eccessi di emotività che possono danneggiare l’industria italiana senza risolvere i problemi “in presenza di buone norme la bottiglia di plastica non finisce in bocca alla balena. È ormai noto a tutti che l’inquinamento degli oceani è causato in larghissima misura da fiumi extraeuropei ed è proprio da questi paesi che si rischia di importare materiali con standard qualitativi di gran lunga inferiori ai livelli europei se si penalizza la nostra industria”.

Anche Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, ha riconosciuto all’Italia una leadership nel campo della plastica costruita in 50 anni di investimenti e innovazione. Ha sostenuto che la tutela ambientale implica che tutti i soggetti coinvolti svolgano correttamente il proprio ruolo. Per Ciafani i soggetti sono quattro: i cittadini che sono tenuti a comportamenti corretti in termini di differenziazione e dispersione dei rifiuti, le amministrazioni locali “se i rifiuti finiscono nell’ambiente significa che qualcuno non li ha raccolti”, le istituzioni nazionali che devono intensificare e promuovere il riciclo, ed infine le imprese produttrici, comprese quelle che producono polimeri, che devono ragionare in termini di ecodesign e riciclabilità dei prodotti.

Riciclo, riciclo, riciclo è la parola d’ordine risuonata in questo convegno. “Il problema dei rifiuti plastici va affrontato con razionalità evitando traumi all’industria e demonizzazioni che alterano il mercato e soprattutto supportando il riciclo con incentivi fiscali come il credito di imposta” ha commentato l’on. Andrea Orlando, membro della Commissione Ambiente della Camera.

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