Plastica, come cambia il mondo del lavoro con le nuove normative ambientali - pro-mo.it

Plastica, come cambia il mondo del lavoro con le nuove normative ambientali

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In Italia, soprattutto nel territorio di Lucca-Pistoia-Prato, si concentrano la maggior parte di imprese dedicate alla produzione di imballaggi, lastre, fogli, profilati e tubi. Con una suddivisione più o meno equa, si può dire che l’export proveniente da queste tre province, diretto in Europa e Francia ma soprattutto Germania, tocca i 200 milioni di euro e nel 2018 è aumentato in maniera significativa. Le buone performance di questo trimestre e le nuove normative ambientali sono state al centro dell’incontro con Federazione Gomma Plastica e Confindustria Toscana Nord. L’incontro si è svolto a Prato e ha visto la partecipazione di Angelo Bonsignori (Federazione Gomma Plastica) e Libero Cantarella (Unionplast, associazione federata in Federazione Gomma Plastica).

Si è discusso della direttiva europea relativa alla Plastic Strategy e dell’utilizzo consapevole del packaging in plastica.

Le imprese, che non accettano drastici divieti di riduzione dell’utilizzo della plastica, si sono impegnate per garantire migliorie nel settore industriale relativo al riutilizzo del polimero. La Federazione Gomma Plastica spiega inoltre che l’ambiente non viene minacciato dall’uso della plastica quando questo viene fatto in modo consapevole, ma solo quando se ne fa un uso inappropriato, soprattutto in fase di smaltimento. Con una buona rieducazione al riciclo questo non accade.

Le sfide dell’industria plastica

Le sfide che deve affrontare l’industria della plastica coinvolge diversi fronti: quello normativo, tecnologico e culturale. Per questo è importante non sottovalutare il ruolo della plastica nel settore manifatturiero e nelle comuni attività e, non potendone fare a meno, è bene abituarsi a stoccarla in maniera corretta. Quando vi è una gestione adeguata in tutto il suo ciclo di vita e in particolare nella fase successiva al suo utilizzo, la plastica si rivela un materiale ricco di risorse.

Marginalizzare la plastica non è necessario perché anche gli altri materiali, non adeguatamente stoccati, possono rivelarsi nocivi per l’ambiente: lo sostengono a gran voce sia Bonsignori che Cantarella. Bisogna pensare inoltre che il settore della plastica fa lavorare in Europa più di 50.000 aziende: ridimensionare l’utilizzo dei polimeri significa mettere in ginocchio molte aziende e molte comunità sia dal punto di vista economico che sociale. È importante quindi, incentivare la ricerca sul piano tecnologico, la progettazione e la realizzazione di prodotti e imballaggi che possano avere vita lunga, complice il riciclo.

La presidente di Confindustria Toscana Nord Fabiana Roberti afferma che va incentivato il riciclo del rifiuto in plastica per creare un mercato dedicato proprio a questo materiale. È importante sostenere le imprese che lavorano a progetti dedicati proprio a questo, facendo attenzione all’ambiente. Ciò però va fatto in modo graduale, dando alle imprese il tempo di trovare soluzioni che permettano la riorganizzazione verso una produzione e consumo di plastica consapevole.

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