Un mondo senza plastica sarebbe un problema per l’ambiente

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Human hand holding empty dish over green grass

Gli attacchi continui sferrati verso la plastica sono diventati così frequenti, sui media e sui social, che a volte si rischia di dimenticare quanto questo materiale ha fatto, fa e può ancora fare per la vita umana – come ha dimostrato l’ultima indagine Censis sul valore della plastica – e per l’ambiente. Sì, l’ambiente. Secondo quanto riportato da un articolo del Daily Telegraph, un mondo senza plastica creerebbe dei seri problemi all’ambiente. A dichiararlo la dottoressa Sally Beken del Knowledge Transfer Network and Innovateuk, organizzazione che fa riferimento al Dipartimento degli Affari, Energia e Strategia Industriale.

Secondo la dottoressa Beken la plastica sta soffrendo una crisi d’identità e ha bisogno di essere rivalutata. Durante il Cheltenham Science Festival la tesi sostenuta dall’esperta è che un mondo senza plastica avrebbe un impatto ambientale quattro volte più grande rispetto alla situazione produttiva attuale.

Stiamo demonizzando la plastica – ha dichiarato Beken -. Pensiamo che la plastica uccida. La plastica è un materiale, non ha una coscienza, noi sì. Non è il materiale, siamo noi”. Inoltre, aggiunge un passaggio significativo: “La plastica salva le vite. Dovremmo ricordarci il valore di ciò che la plastica può fare”.

Analizzando l’impatto ambientale del passaggio, ad esempio, dalla plastica alla carta, l’esperta mette in evidenza come sarebbe necessario avere a disposizione un numero di camion adibiti al trasporto sette volte maggiore rispetto all’attuale. Conseguentemente, aumenterebbero anche le emissioni di anidride carbonica rilasciata dai mezzi nell’atmosfera.

Questa logica, del confronto dell’impatto ambientale di diverse alternative, è la stessa che ha guidato la realizzazione di uno studio LCA comparativo, commissionato da ProMo, che dimostra che l’impatto ambientale delle stoviglie monouso in plastica è mediamente inferiore a quello di alternative ritenute a torto meno impattanti.

“Vedo la plastica come una risorsa e non come un rifiuto”, aggiunge Beken, in netto contrasto con le direttive del governo di Theresa May che si è impegnato per una drastica riduzione dell’uso della plastica nel Regno Unito.

La “plastofobia” fa dimenticare l’importante contributo della plastica nella riduzione dello spreco alimentare: quanti alimenti deperirebbero molto più rapidamente senza il packaging in plastica?

Secondo la dottoressa Beken la soluzione migliore resta il riciclo: “Dobbiamo trovare il modo di riciclare tutta la plastica, riportandola all’interno del sistema”. Ricordando che ciò che non viene avviato al riciclo dipende da una non corretta raccolta differenziata. E quella la facciamo tutti noi, non certo la plastica.

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