Imballaggi di carta e cartone per alimenti, possibili rischi per la salute - pro-mo.it

Imballaggi di carta e cartone per alimenti, possibili rischi per la salute

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In un comunicato pubblicato il 25 luglio la BEUC (The European Consumers Organisation), organizzazione europea che difende gli interessi dei consumatori, riporta che test di laboratorio dimostrano che imballaggi alimentari di carta colorata e cartone possono rilasciare sostanze chimiche dannose. Dopo la plastica la carta è il secondo materiale da imballaggio alimentare più utilizzato ma, sostiene la BEUC, a differenza della plastica non esistono norme UE che regolino l’uso della carta come materiale a contatto con gli alimenti.

In una nota la BEUC, attiva nella difesa dei consumatori europei, denuncia che all’Unione Europea spetta la definizione di norme precise sulle sostanze chimiche contenute nella carta e nei cartoni utilizzati come imballaggi per gli alimenti. Nuovi test di laboratorio mostrerebbero infatti che alcuni imballaggi per alimenti in cartone e carta possono contenere e rilasciare sostanze chimiche provenienti dagli inchiostri utilizzati per la stampa. Con la plastica monouso destinata a essere vietata nell’UE a partire dal 2021, i test sollevano preoccupazioni sulla sicurezza dei prodotti alternativi e sulla salute dei consumatori.

Analizzati 76 campioni di imballaggi 

Il BEUC ha analizzato 76 campioni di imballaggi alimentari di carta stampata e cartone tra cui anche contenitori per il caffè. Ne è emerso che più di uno su sei campioni conteneva ammine aromatiche primarie, alcune delle quali sono sospettate di causare il cancro. Nove campioni contenevano queste sostanze chimiche al di sopra del limite stabilito dal regolamento UE sulla plastica. Quasi tutti i 76 campioni contenevano poi filtri UV, anche questi sospettati di essere potenziale causa di tumori e di sconvolgere il sistema ormonale. Un’ulteriore analisi su 21 campioni (tra cui una confezione per bambini) ha mostrato che i filtri UV migrano negli alimenti al di sopra dei livelli raccomandati in sei prodotti.

Si impongono nome più rigorose

Monique Goyens, direttore generale del BEUC, ha così commentato i risultati dei test: “La maggior parte dei consumatori presume che i materiali a contatto diretto con gli alimenti siano privi di sostanze chimiche dannose, ma è triste dirlo, non è così. Questi nuovi test dimostrano che gli imballaggi alimentari di carta e cartone non sono così innocenti come sembrano. Per proteggere la salute dei consumatori, l’UE deve ora sviluppare regole più rigorose. A fronte della direttiva europea di bandire le plastiche monouso l’EU deve assicurare che gli imballaggi alternativi in carta e cartone non siano dannosi per i consumatori.”

Commenta Marco Omboni, presidente di Pro.mo, “Una volta di più si dimostra che, almeno in tema di contenitori per alimenti, non esistono materiali o prodotti “buoni o cattivi”, ma nella scelta è indispensabile considerare numerosi aspetti, tra cui il fine vita possibile ma anche la provenienza e le modalità di produzione. Sarebbe bello se tutti, a partire dai decisori politici a ogni livello, prendessero decisioni sulla scorta di dati oggettivi, senza farsi condizionare da altri aspetti che possono portare ad eccessive restrizioni (vedi i bando per piatti e posate di plastica) o, come in questo caso, a incondizionate aperture di credito verso prodotti di produzione o provenienza incerta.”

Nel complesso, i risultati dei test dimostrano che i materiali di imballaggio per alimenti in cartone e carta stampata possono contenere e rilasciare sostanze chimiche problematiche, incluse molte che non sono state valutate dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare. Sebbene nessuno dei prodotti testati isolatamente possa mettere in pericolo la salute umana, essi contribuiscono comunque all’esposizione complessiva del consumatore a sostanze chimiche problematiche e, in alcuni casi, non valutate. Questi risultati fanno eco a un test analogo sugli imballaggi per i fast food eseguito nel 2017 che ha trovato alti livelli di composti fluorurati in un terzo degli imballaggi testati. Gli scienziati sospettano che i composti fluorurati possano avere effetti negativi sulla salute umana, essendo cause di cancro, infertilità e obesità. Questi risultati sottolineano con forza l’urgenza che l’Unione Europea regolamenti la presenza di sostanze chimiche in tutti i materiali di carta e cartone che vengono a contatto con gli alimenti, mentre ad oggi esiste un preciso regolamento soltanto per la plastica.

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